Scythe

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8.2

Ottimo

Benvenuti a The Backer un piccolo spazio dove si parlerà del vasto mondo dei giochi da tavolo legati al crowfunding; come mia prima chiacchierata ho pensato di parlarvi di Scythe, che secondo molti si può considerare il gioco del momento.
Scythe è il mio sessantesimo Ks pledgiato a colpo sicuro e senza alcun timore, soprattuto perché l’autore, Jamey Stegmaier, ha già realizzato giochi molto interessanti come Viticulture e Euphoria.
La presentazione di questo nuovo progetto mi ha colpito da subito per alcune meccaniche assomiglianti a Terra Mystica, ma entrerò poi maggiormente nel dettaglio.
Il mio pledge era l’ART CONNOISSEUR SCYTHE da 119$ che conteneva 1 artbook a colori di circa 100 pagine con copertina rigida, 1 tabellone esteso,tutti i segnalini risorse riprodotti in maniera realistica e dettagliata con i relativi contenitori di plastica, 80 monete di metallo di differente taglio e tipologia, carte promo, i vari SG e la copia del gioco base numerata, il tutto stimato per un valore di circa 202$, un bel risparmio dunque!

In breve il progetto ha rispettato i tempi e la consegna è stata puntuale e con un imballo soddisfacente. La scatola pesa oltre 5 kg e il materiale di ogni componente è eccellente. Il vantaggio di aver finanziato questo gioco è stato puramente economico e tempistico, in quanto il gioco con tutti gli extra mi è costato molto meno rispetto a chi andrà ad acquistarlo in seguito, infine ho “la creatura” tra le mani molto prima degli altri e non devo sorbirmi mesi di attesa ed hype incontrollato.
L’intero andamento del progetto mi ha sempre trasmesso tranquillità, l’autore/editore li ho trovati attivi, seri e professionali anche se la loro politica nei giochi immessi nella piattaforma di finanziamento non considera la possibilità di inserire componenti esclusive se non il box con il numero di serie.

Genere: strategico
Meccaniche:
controllo, sviluppo
Giocatori:
1-5
Età: 14+
Durata:
90-120
Casa Editrice:
Stonemaier Games
Designer:
Jamey Stegmaier

Il Gioco

Siamo attorno al 1920, in una zona dell’europa dell’est, in una versione storica alternativa a quella che conosciamo. Ci sono 5 fazioni che si contengono questo vasto territorio attorno alla “Fabbrica”, un tempo in piena attività ed ora in disuso e pronta ad essere conquistata. Le fazioni sono ben caratterizzate ed ognuna con alcune peculiarità specifiche. Ogni giocatore sceglierà quindi la plancia della fazione e una delle cinque plance giocatore in modo casuale: le plance giocatore sono tutte diverse nel costo, nel guadagno delle azioni e nel setup iniziale. Il gioco ruota attorno a due valori che determinano la strategia della partita: la popolarità e il potere.
La popolarità è fondamentale in quanto funge da moltiplicatore per il calcolo del denaro a fine partita, il quale a sua volta è determinato da:
– controllo territori
– risorse disponibili e controllate
– numero di obbiettivi raggiunti
– tessera bonus (questa è estratta casualmente durante la preparazione)
– monete avanzate
La popolarità inoltre serve anche come risorsa per le esplorazioni o per eventuali acquisti.
Il potere invece è fondamentale per il combattimento, infatti può essere speso da un minimo di 0 ad un massimo di 7 per determinare la forza armata. Al potere si può aggiungere una carta combattimento per mech e personaggio per migliorare la forza finale.
Le risorse del gioco sono cibo, villaggio, petrolio, ferro e legno e sono indicate con un icona nella plancia del territorio. Infine abbiamo le monete che servono per pagare alcune azioni o anche per pagare qualche tangente ad un giocatore avversario per qualche accordo informale.
La plancia giocatore ha degli inserti appositi dove inserire i segnalini in legno che durante la partita andremo a spostare o a togliere per guadagnare il bonus sotto. Per chi conosce Terra Mystica ha sicuramente chiara l’idea e la meccanica.
La partita si svolge a round consecutivi: ogni giocatore posiziona la sua pedina in una sezione della sua plancia per svolgere le azioni desiderate.
Ogni plancia, infatti, è divisa in due zone: una riga superiore ed una inferiore e posso decidere se attivarle entrambe o solo una o anche nessuna. Le azioni superiori si possono quasi definire di tipo “base” mentre quelle inferiori “avanzate” e l’abilità sta nel riuscire ad ottimizzare il proprio turno riuscendo a fare entrambe.
Nella plancia della fazione sono posizionati i mech i quali, una volta costruiti, riveleranno un bonus che si applicherà al mech stesso e al personaggio.
Nella mappa potremo infatti spostarci con i lavoratori, con il mech e con il personaggio. Chiaramente i lavoratori hanno lo scopo puramente legato alla produzione mentre i mech ed il personaggio potranno ingaggiare il combattimento.
Il mech come particolarità può trasportare qualsiasi numero di lavoratori e risorse durante il suo movimento, mentre il personaggio, posizionato su alcune caselle con un gettone apposito sopra, potrà effettuare l’espolorazione, che non è altro che la pesca di una carta evento con tre opzioni di scelta. Ogni opzione ha un bonus differente legato anche ad una scelta etica differente.
Le azioni e le opzioni sono tante da poter scegliere e da programmare e ogni volta che si compiono determinati obbiettivi si guadagna una stella, il primo giocatore che ne colleziona sei decreta immediatamente la fine partita.

Concludendo
Sono pienamente soddisfatto di avere finanziato questo titolo, sia per la componentistica che strizza l’occhio al mio lato di collezionista, sia per il tipo di gioco. Il downtime si sente poco perché le azioni si susseguono uno dietro l’altra ed il combattimento ha un sistema veloce di risoluzione. Il fatto di poter determinare la fine partita è stato l’aspetto che maggiormente mi ha colpito, in quanto con una giusta pianificazione puoi accelerare o rallentare il corso della stessa. L’alea è data solo dalla pesca delle carte combattimento e dalle carte esplorazione e nessuna di esse incide più di tanto. Durante le mie partite ho sempre avuto la sensazione di avere tutto sotto controllo però ,allo stesso tempo, ero cosciente di non avere ottimizzato abbastanza le azioni. Il combattimento non è fondamentale ma necessario e nella mia esperienza è stato determinante in sole due occasioni. L’assimetria si sente molto e qua si va a gusto personale, per quanto mi riguarda io l’adoro perché da una rigiocabilità enorme. Unica nota leggermente negativa è la scalabilità, il gioco, infatti, rende molto in quattro o cinque giocatori, in meno si rischia di non avere combattimenti se i giocatori non hanno indole aggressiva.
Nel caso di gioco a due o tre giocatori sarei quasi tentato di consigliare la presenza della fazione dei Saxon, che è maggiormente orientata alla guerra.

E’ presente inoltre una modalità per giocare in solitario con un sistema di carte “automa”, personalmente non l’ho provata perché non amo giocare da solo però ammetto di essere curioso in quanto voci di corridoio ne parlano molto bene.
Che dire altro? Scythe è promosso a pieni voti su tutti i fronti. La nuova frontiera dei giochi “ibridi” sono certo che avrà molto da dire nel panorama ludico e titoli come questo saranno molto apprezzati.

Al prossimo pledge dal vostro “backer” Zaress.

Good

  • poteri variabili tra giocatore e giocatore
  • ottimo compromesso tra strategico e sviluppo propria fazione
  • materiali di pregio, sopratutto nella versione DELUXE

Bad

  • Rende meglio in 4 o 5 giocatori
  • Non indicato per giocatori interessati principalmente al combattimento
8.2

Ottimo

Giocabilità - 7.9
Longevità - 8
Grafica - 8.5
Ambientazione - 8.2
Regolamento - 7.5
Materiali - 9

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