Honshū

Follow
6.8

Medio

Oggi vi portiamo in Giappone, sull’isola di Honshu. Chi sarà in grado di rendere la propria prefettura la più fiorente?

Genere: gioco di carte, costruzione di città
Meccaniche:
trick taking, piazzamento tessere
Giocatori:
2-5
Età: 8+
Durata:
45′
Casa Editrice:
Playagame
Designer:  
Kalle Malmioja
Prezzo di copertina:
16,90€

1. Il gioco

Honshu è un gioco di Kalle Malmioja per 2-5 signori feudali edito in Italia da Playagame, sulla scatola potrete notare un “2”, in quanto si tratta del secondo titolo di una serie di giochi il cui primo titolo è Dungeon Rush (che dovrebbe arrivare a breve anche da noi, il ritardo è dovuto a cause positive, si è infatti aggiunto un partner americano al progetto), sappiamo già che il terzo è Byzanz (un gioco d’aste del 2008) e il quarto è ancora un segreto. Non temete, terremo d’occhio i ragazzi di Playagame per darvi aggiornamenti non appena saranno disponibili.

Honshu si basa sull’utilizzo delle carte in modo un po’ diverso dal solito, dovremo infatti creare aree di tipologie diverse al fine di ottenere più prestigio e diventare la casata più potente della prefettura.

2. La storia

Honshu è l’isola più estesa del Giappone, ma non per questo lo spazio non deve essere a disposizione di chicchessia. Solo le famiglie più meritevoli dovrebbero gestirlo, al fine di far prosperare la prefettura farle guadagnare prestigio nella regione. Governare è un gioco dove l’arguto prevale sul nerboruto. I terreni verranno messi a disposizione dei nobili, che dovranno accordarsi per distribuirseli tuttavia non si dovrà mai usare la forza fisica per ottenere quelli più interessanti, ma usare l’arguzia al fine di trarre in inganno gli altri pretendenti. Tale pratica consentirà non al più forte, ma al più intelligente di governare a buon diritto le migliori terre, dacché lo stolto non merita tale privilegio.

Takezo Kensei – Le carpe e l’arte del buon governo, 1195

3. Nella scatola

Nella scatola troviamo 60 carte mappa, 6 carte provincia, 5 carte ordine di gioco, 5 carte riassunto e 8 carte regola aggiuntiva. A questo si aggiungono 40 cubetti di legno per le risorse. Pochissimo materiale, il che consente di avere una scatola di dimensioni molto contenute.

4. Il setup

Mescolate le 60 carte e distribuitene 6 a giocatore, ognuno riceverà inoltre una carta ordine di gioco (casuale), una carta riassunto e una carta provincia iniziale. Le carte iniziali hanno due lati, usate il lato A per una partita con pari condizioni iniziali, il B per aggiungere un po’ di asimmetria al setup. Sulla carta iniziale dovrete porre i cubetti risorsa indicati, dopodiché sarete pronti a partire.

5. La partita

Una partita a Honshu si divide in 12 round, ognuno diviso in due fasi.

Nella prima fase si sceglie una carta dalla propria mano e la si gioca in ordine di turno (quello iniziale è determinato casualmente). Le carte sono numerate da 1 a 60, quando tutti ne avranno giocata una, chi ha giocato quella più alta otterrà la carta 1 dell’ordine di turno, questa gli darà l’opportunità di essere il primo a scegliere quale prendere tra le carte sul tavolo, ma al contempo lo costringerà a essere il primo a giocare nel round successivo, lo stesso vale per il secondo e così via. Essere quindi tra i primi a scegliere è vantaggioso, ma nel round successivo si lascerà maggior scelta agli avversari, l’ultimo sarà quindi in grado di giocare la propria carta sapendo con certezza quale sarà l’ordine di scelta delle carte.

Se sulle vostre carte sono presenti cubetti risorsa, potrete investirne uno appoggiandolo sulla vostra carta, questo aggiungerà 60 al valore della stessa, dandovi modo di sfruttare meglio una carta di valore basso.

Una volta presa la carta, occorre posizionarla nella propria città, le regole sono solo due: 1) la carta deve avere almeno uno dei sei quadrati sopra o sotto a un quadrato di una carta della propria città, 2) almeno un quadrato della carta deve rimanere visibile. Solo i laghi fanno eccezione: non possono mai essere coperti.

Le carte che riportano un quadratino colorato sono carte di produzione, consentono di ottenere un cubetto del medesimo colore dalla riserva centrale. Quelle che riportano la stella sono fabbriche, vedremo tra un attimo come si usano.

Quando i giocatori rimangono con tre carte in mano, invece di giocare la mano consueta, le consegnano al giocatore alla propria sinistra. Una volta esaurite le carte, si forma una seconda mano di sei carte e si ricomincia, quando le carte in mano saranno nuovamente tre, le si passerà al giocatore alla propria destra e quando sarà stata giocata la dodicesima carta, la partita terminerà e si procederà al conteggio dei punti.

Ogni quadrato di foresta vale 2 punti, ogni quadrato di città vale 1 punto, ma si calcola solo l’area cittadina più vasta, ogni lago adiacente a un altro lago tranne il primo (che vale zero) vale 3 punti. Avevamo parlato di fabbriche poco sopra, è giunto il momento di sfruttarle: se avete ancora cubetti sulle vostre carte, piazzateli sulle fabbriche: varranno tanti punti quanti indicati dall’icona della fabbrica.

Chi ha più punti è il vincitore!

6. Conclusioni di Francesco

Honshu è un gioco molto semplice da spiegare, può essere giocato in modo leggero, ma i giocatori sono invitati caldamente a riflettere sulle carte da giocare, eventualmente investendo un cubetto. I cubetti sono molto pochi e sono preziosi a fine partita, quindi un po’ di pianificazione è utile. L’aleatorietà c’è, è notevole, ma nessuna carta è veramente inutile, posizionandola in modo accorto riuscirete a sfruttare anche quella che nessun altro ha voluto.

Dovendo trovare qualcosa che non mi piace, confesso che avrei preferito carte più alte di qualche millimetro, per occupare al meglio le bustine.

Ho apprezzato diverse cose di Honshu, in primis il fatto che abbia saputo intrattenere sia giocatori alle prime armi, sia giocatori navigati, in secondo luogo che si possa giocare anche in 5. Spesso e volentieri il 5 è il numero “scomodo”, quando ci si trova in 5 molti giochi non si prestano a essere messi in tavola, dato che si fermano a 4 giocatori.

A tutto questo si aggiunge una notevole longevità, poiché oltre al fatto che riuscire ad avere due città uguali in due partite di fila rasenta l’impossibile, Honshu mette a disposizione 8 carte regola aggiuntiva. All’inizio della partita potete pescarne una, cambierà radicalmente il modo di giocare: una consente di ottenere punti extra “disegnando” in un certo modo le vostre città o le vostre foreste, altre modificano il valore delle fabbriche o dei laghi…

Su MagicMerchant.it lo trovate a 16.89€, fossi in voi lo proverei.

6. Conclusioni di Gabriele

Honshū è un gioco ad alto impatto visivo, decisamente colorato e molto d’ambientazione.
Mi ha favorevolmente colpito il sistema di iterazione tra i giocatori, il fatto di poter giocare “al rialzo” e l’uso variabile delle risorse.

Sicuramente la variabile fortuna ha una sua importanza all’interno del flusso di gioco e il piccolo accenno di draft la mitiga solo in parte.
Trovare la carta giusta al momento giusto aiuta molto ma, spesso, anche la seconda o terza scelta sono sufficientemente valide per poter comunque trovare una posizione performante nella propria città.

Riuscire ad incastrare le carte, a volte, non è semplicissimo ma – al contempo – è proprio questa sfida che rende il gioco interessante ed appetibile.

Le poche regole e il punteggio facilmente calcolabile lo rendono adatto a giocatori novizi.

Un titolo di qualità che ha permesso a Playagame di affacciarsi in grande stile nel panorama ludico italiano

Good

  • Semplice
  • Colorato

Bad

  • A volte le carte si spostano se non si sta molto attenti
6.8

Medio

Giocabilità - 6.5
Longevità - 7.5
Grafica - 7
Ambientazione - 7
Regolamento - 6.5
Materiali - 6.5

Lost Password

Sign Up