Divinity Derby: amore a prima vista

Divinity Derby: amore a prima vista

Pochi giorni fa, Ares Games ci ha inviato un prototipo di Divinity Derby, il nuovo gioco di Carlo A. Rossi, e ce ne siamo subito innamorati!

Data la qualità dei materiali, chiamarlo prototipo fa sorridere, abbiamo visto giochi pubblicati, fatti e finiti con materiali decisamente peggiori. Le miniature sono favolose, la grafica è coinvolgente e molto colorata. Le regole sono ben spiegate e il gioco si impara in pochissimi minuti.

Video in inglese

La prima cosa che colpisce è il sistema di gioco “a mani condivise”, non una novità assoluta ma, in questo gioco, sfruttata alla massima potenza.
Ogni giocatore condivide una mano di carte con ciascun vicino, permettendo così, ad esempio in una partita a 4 giocatori, di veder già il 50% delle carte. Infatti durante una singola manche le due mani a noi visibili non saranno rifornite di carte, quindi dovremo sfruttare al meglio quelle che vediamo sin dal principio.

Capite bene che, in un gioco di scommesse, l’informazione è tutto: poter avere accesso a una buona fetta delle carte in gioco, e ad una parziale vista diretta su quale sia la strategia di altri due giocatori, potendone ben capire le strategie, da veramente accesso ad una gran mole di informazioni utili per le nostre scommesse.

Come dicevamo il gioco è semplice da imparare: all’inizio del proprio turno ciascun giocatore piazza una scommessa su uno dei 6 mostri in gara, prendendone il token corrispondente e mettendoci sotto una propria carta scommessa. Le carte scommesse sono molto varie: si può scommettere sul primo posto o sull’ultimo, sui primi 3 o sugli ultimi 2; in più si può scommettere sul fatto che un mostro possa essere squalificato (vedremo poi come) o – addirittura – che arrivi primo o sia squalificato.

Dopo 2 giri di scommesse inizia la gara (nel gioco ci saranno 3 gare, ciascuna preceduta da una fase scommesse). Al proprio turno un giocatore deve giocare 2 carte, una per mano condivisa. Ciascuna carta riporta almeno 2 valori numerici, uno alto e uno basso, che indicheranno di quanto si muove la creatura nel nostro turno. Delle due carte il giocatore deve giocarne una col valore alto e l’altra con quello basso.

E fin qui, direte… ma ora arriva il bello, l’innovazione: gli dei, si sa, non amano perdere quindi in molte carte potrete trovare un ulteriore “+3” cumulabile col valore alto. Giocata così la carte vi permette di far avanzare di ulteriori 3 caselle un mostro ma, al contempo, lo sottoporrete al giudizio di Zeus.
Infatti, quando giocherete una carta modificata, invece che negli scarti dovrete metterla nel mazzetto di Zeus. A fine manche, tutte le carte così scartate più 4 carte Zeus “neutrali” verranno mescolate insieme, poi ne verranno rivelate 2. A quel punto le due creature eventualmente rivelate (potrebbero essere anche meno se pescate 1 o 2 Zeus, o se le due carte rivelano la stessa creatura) saranno squalificate.

Una disdetta, a meno che non abbiate scommesso proprio su quell’esito!

Che altro dirvi? Aspettiamo con ansia di ricevere la nostra copia deluxe che abbiamo finanziato su Kickstarter nel day-1 della Campagna per poter vedere la versione definitiva di questo gioco che ci ha entusiasmato.

Se volete finanziarlo, e avete ancora pochi giorni per farlo, ricordatevi che attualmente il prossimo stretching goal sbloccherà una nuova divinità! Niente meno che il Flying Spaghetti Monster.

Per finanziarlo seguite il link qui sotto:

Faccio mie parole di altri. Così mi descrivono su Lega Nerd :) "Una persona guidata da due concetti straordinariamente positivi: stare insieme e giocare. Era dunque inevitabile che in gioventù fosse uno dei principali promotori di iniziative con l’associazione Amici Ludici di Mantova. Se il suo incarico da educatore lo mantiene attivo sul lato sociale, il suo impegno con l’app Il Gioco lo tiene estremamente impegnato in ambito ludico. Sua infatti la mente e la “penna” dietro molte delle anteprime che leggiamo sui nostri smartphone tutti i giorni, che lo rendono un importante influencer in ambito nazionale. Chi temeva che la paternità lo fermasse, dopo averlo visto presenziare alle più importanti fiere internazionali con pargolo al seguito, si è potuto ricredere!"

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