A chi serve un libro sulla progettazione di giochi da tavolo?

A chi serve un libro sulla progettazione di giochi da tavolo?

La progettazione dei giochi da tavolo è un libro interessante non solo da un punto di vista progettuale, tanto che non si può limitarne l’uso ai soli game designer

Per chi ancora non lo sapesse, esiste un libro italiano e in italiano che parla di come si progettano i giochi da tavolo, o meglio, di quali sono gli aspetti da prendere in considerazione quando se ne progetta uno. Il libro si intitola “La progettazione dei giochi da tavolo” ed è stato scritto da Walter Nuccio (di cui trovate una interessante intervista qui) ed edito da Mursia.

La progettazione dei giochi da tavolo - MursiaIn breve il libro è diviso in tre sezioni: la prima prende in considerazione i cinque principali elementi che costituiscono un gioco da tavolo, ovvero le Risorse, le Meccaniche, le Dinamiche, gli Automatismi e la Struttura; la seconda si occupa delle dieci dimensioni in base alle quali può essere considerato un gioco, come obiettivi, controllabilità, variabilità, ecc., sorta di punti di vista diversi da cui può essere valutato uno stesso gioco da tavolo; la terza e ultima parte è dedicata ai cosiddetti “pattern”, ossia procedure standardizzate e caratteristiche ricorrenti che possono essere applicate durante la progettazione di un gioco, una sorta di componenti che possono essere integrati combinati o compenetrati per ottenere effetti desiderati nel gioco che intendiamo progettare.

A questo punto molti potrebbero obiettare: “Bello, ma a me che importa? Io i giochi in scatola li uso solo, non voglio progettarli. A che mi serve un manuale per progettare un gioco?”

Ma “La progettazione dei giochi da tavolo” non è solamente un manuale per professionisti del settore, è anche un valido aiuto per quello che chiamo “il gioco consapevole”, ovvero la capacità di valutare un gioco in ogni sua parte, considerarlo al di là delle apparenze “estetiche” e cercare di limitare il rischio delle “cantonate di pancia”, quelle scelte che uno fa sull’onda dell’entusiasmo e del fumo negli occhi e di cui poi si pente.

In buona sostanza questo libro si rivela molto utile per aumentare il proprio senso critico, la propria capacità di distinguere un gioco valido da uno solamente ben pubblicizzato. Mentre lo leggevo mi venivano in mente molti aspetti dei giochi che mi sono comprato e ho visto più chiaramente cosa mi aveva attirato e cosa non mi convinceva, gli equilibri su cui si basavano le sue meccaniche, l’interazione fra i giocatori e le eventuali criticità del gioco stesso.

La capacità di “smontare” un gioco in tutte le sue parti non ne sminuisce assolutamente l’esperienza emotiva, non toglie la magia dell’immedesimazione, anzi, è come se la percezione che ne abbiamo ne risultasse aumentata, riuscissimo a comprendere più a fondo il perché di scelte che sono state fatte da chi lo ha progettato (in bene o in male).

Magic MazeIl libro contiene poi esempi di ogni argomento trattato e spinge il lettore a documentarsi, ad incuriosirsi sui giochi in circolazione, stimola ad usufruire efficacemente dei canali e dei tutorial presenti su internet che possono sopperire eventuali lacune sui giochi nominati e analizzati nel testo.

A detta del suo autore, il libro è per lo più rivolto ai giochi di tipo “europeo”, con più pianificazione e strategia, più che a quelli di tipo “americano”, più tattici e “d’azione”, ma molti aspetti che vi vengono trattati possono essere applicati ad entrambi i tipi di gioco, senza contare la grandissima importanza della “forma mentis” che uno può acquisire leggendolo.

Insomma, il libro di Walter Nuccio mi ha affascinato e mi sento di consigliarlo vivamente non solo a chi un gioco lo vuole creare, ma anche a chi lo vuole solo acquistare o vuole ampliare le sue… percezioni ludiche.

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